

POSIZIONE GEOGRAFICA
Il Cansiglio è un altopiano carsico delle prealpi carniche, dominante
la pianura veneto friulana, ha un aspetto ondulato e raramente si raggiungono
pendenze elevate. I contrafforti esterni sono invece molto ripidi, tranne
quello settentrionale dell'Alpago che degrada più dolcemente verso
la valle del Piave ed il lago di Santa Croce.
Il Cansiglio è vasto 6570 Ha, di cui 5809 Ha a bosco e 651 Ha a prati
e pascoli.
E' suddiviso tra le provincie di treviso, belluno e pordenone, morfologicamente
caratterizzato da tre grandi depressioni centrali, ovvero Pian Cansiglio,
Valmenera e Cornesega.
CLIMA
Il clima risente degli influssi della sottostante
pianura, ed è riparato dai venti settentrionali dalla catena alpina.
Si tratta di un clima temperato freddo, con estati abbastanza fresche e una
spiccata impronta oceanica dovuta alla vicinanza del mare. Dai versanti interni
scende un flusso di aria fredda che va a depositarsi nella zona centrale della
conca e lì rimane imprigionata, con fenomeni di ristagno delle nebbie.
Estremi termici restano compresi tra i 29° in luglio e -20 in gennaio.
VEGETAZIONE
Il visitatore che arriva per la
prima volta in Cansiglio rimane colpito dalla bellezza della sua foresta,
fortemente caratterizzata dalla presenza di faggi, spesso molto alti e dai
fusti colonnari.
Sotto le fronde, nel sottobosco, crescono specie amanti dell'ombra: le felci,
l'anemone dei boschi, l'elleboro verde e l'acetosella.
La faggeta varia in splendidi colori con il mutare delle stagioni e risente,
come tutta la vegetazione della conca, dell'inversione termica, conseguentemente
la faggeta la troviamo distribuita prevalentemente sui rilievi che circondano
il piano, dove più mite è la temperatura, abbassandosi di quota
il faggio si associa con l'abete bianco e all'abete rosso, formando boschi
misti.
Più in basso, in prossimità della piana, vi sono invece boschi
monospecifici di abete rosso, e dove la flora del sottobosco è molto
più povera. Infine sul fondo del catino, dove fa più freddo,
si estende una zona a vegetazione erbacea di origine naturale e ricchi pascoli
per scopi zootecnici.
Notevoli sono le fioriture che colorano questi piani, ad iniziare dalla primavera,
quando spuntano le genziane, lo zafferano alpino ed il senecio (una composita
dai fiori gialli), mentre in estate, tra i fiori più comuni, non vanno
dimenticati la pedicolare, dai fiori porpora, e la simile cresta di gallo,
dai fiori gialli.
FAUNA
Tra i mammiferi la specie più
rappresentativa del consiglio è indubbiamente il cervo, ed il capriolo,
entrambe le specie presenti in un buon numero di esemplari. Questi erbivori,
insieme al daino, introdotto in passato dall'uomo, sono in continua espansione
per la mancanza dei grossi predatori naturali, anche se in questi ultimi anni
sono state segnalate la presenza della lince ed incursioni, in foresta dell'orso,
animale quest'ultimo estinto. Vivono inoltre numerosi mustelidi, dalle abitudini
crepuscolari, come la martora, la faina. Presente è pure il tasso, la
donnola, e la volpe. Nella piana vive pure la lepre comune e occasionalmente
la lepre variabile. Tra i roditori sono frequenti lo scoiattolo, il ghiro,
le arvicole e topi selvatici, mentre tra gli insettivori troviamo il riccio
e la talpa, ed i meno conosciuti toporagno. Molti di questi micromammiferi
forniscono cibo in abbondanza ai rapaci diurni, come la comune poiana, il
gheppio, l'astore e lo sparvieron ed ai rapaci notturni, quali l'allocco,
la civetta e lo sporadico gufo reale. Ci sono inoltre il gallo cedrone, il
gallo forcello, il francolino di monte, la pernice bianca , le cornacchie,
il cuculo, il picchio, le allodole e diversi passeriformi. Non è difficile
imbattersi nei tritoni, in salamandre, rospi, rane, marassi, l'aspide, la
bisca dal collare, oltre ad alcuni sauri come la lucertola e l'orbettino.
Redazione del coordinatore provinciale del Corpo Forestale dello Stato Spada Guido